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casa illuminata di sera

2025-08-20T13:40:43.130Z

Elena De Benetti

Come la luce trasforma la percezione degli spazi

La luce come parte integrante del progetto

Un progetto d’interni non può considerare la luce come un dettaglio da inserire a posteriori. La luce è un materiale invisibile, che modella i volumi, definisce i confini e influenza il modo in cui percepiamo arredi e superfici.
Come sottolinea Peter Zumthor, la luce possiede una qualità quasi spirituale, capace di emozionare e dare significato agli spazi: non illumina soltanto, ma crea atmosfera e presenza.

Un dialogo costante tra luce e materiali

Ogni materiale reagisce alla luce in modo diverso, e questo incide sulla percezione dello spazio:

  • Un marmo levigato restituisce riflessi netti; uno spazzolato li attenua.
  • Il legno chiaro muta tono secondo la natura della luce (naturale o artificiale).
  • I metalli moltiplicano le fonti di luce attraverso riflessi cangianti.

Come evidenziato da Daylight and Architecture: non esiste un materiale senza luce, e la luce stessa prende forma solo attraverso le superfici che incontra.

come la luce vira i colori
L’importanza della resa cromatica

Non è sufficiente illuminare bene un ambiente: conta anche la qualità della luce.
Il parametro chiave è il CRI (Color Rendering Index), che misura la capacità di una sorgente luminosa di restituire fedelmente i colori.
Come spiega anche Converting Magazine nell’articolo “Quando il colore cambia con la luce”, un materiale o un tessuto possono apparire radicalmente diversi a seconda della sorgente che li illumina.
Un CRI basso può alterare le tonalità e ingannare la percezione, mentre un CRI elevato assicura che colori e texture vengano percepiti con la stessa intensità che avrebbero in condizioni di luce naturale.

Per un progettista d’interni questo significa avere la certezza che le scelte cromatiche e materiche fatte con il cliente rimarranno coerenti anche una volta realizzate nello spazio reale.

Scenari e atmosfere, oltre la funzionalità

La luce non serve solo per vedere: costruisce atmosfera e narrazione.
Come sottolinea Marymount University, modulare intensità e temperatura colore consente di trasformare un ambiente senza cambiarne arredi o layout.
Un soggiorno può passare da spazio conviviale con luce calda e diffusa, a zona di lavoro con luce fredda e uniforme, fino a un angolo rilassante con punti luminosi indiretti e attenuati.

Dal progetto alla simulazione

Per arrivare a questo livello serve competenza tecnica.
I software di render e simulazione luminosa permettono di testare anticipatamente contrasti, ombre, riflessi e uniformità. Questo approccio è ormai standard nel lighting design architettonico, come sottolinea anche l’architectural lighting design.

(Un ambito che affrontiamo nel corso di Interior Design secondo livello, dove gli studenti imparano a integrare illuminotecnica e modellazione digitale per ottenere risultati realistici e gestibili nei tempi di progetto).

In definitiva, la luce non è un accessorio: è ciò che definisce il carattere di un ambiente, incide sul comfort visivo e condiziona la percezione dei materiali.
Per un interior designer padroneggiare l’illuminotecnica vuol dire offrire al cliente un’esperienza coerente e autentica, dove ogni superficie e ogni oggetto trovano la loro espressione ideale.

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